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La Storia |
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Il nome
Guardando dalla splendida balconata della montagna di
Fai si scorge tutta la pianura sottostante con il villaggio
di Nave San Rocco addossato alla sponda destra del grande
fiume Adige di fronte ad un'altra realtà umana
chiamata Nave San Felice sulla sponda sinistra e verso
ovest a confine con la sponda sinistra del torrente Noce.
Viene subito da chiedersi perché Nave San Rocco
sorse in quel preciso luogo, che sembra in una situazione
precaria, date le frequenti esondazioni dei fiumi, dal
1492 al 1965 vi furono una ventina di disastrose inondazioni
per la nostra Nave.
A determinare il sorgere del paese di Nave san Rocco è
stata la presenza del fiume Adige che si doveva attraversare,
poiché sulla sponda sinistra giungeva da Pressano
la grande strada romana Claudia Augusta Altinate, che
doveva proseguire oltre il fiume verso la Piana Rotaliana
per dirigersi verso il nord Europa. Difficilmente il grande
fiume poteva essere guadato in ogni stagione; di qui la
necessità di un traghetto che congiungesse le due
sponde; data la frequenza del traffico vi era su ambedue
le sponde un luogo di ristoro; questo fatto costituì
il punto di partenza del sorgere del villaggio che alle
spalle aveva tanto terreno coltivabile.
Il 5 maggio 1185 si svolse una riunione feudale con la
presenza del vescovo Alberto di Castel Campo "al
guado di Salsedo che è verso Mezo", cioè
verso la piana di Mezzocorona e Mezzolombardo.
Il giorno 25 luglio dello stesso anno, il medesimo vescovo
di Trento Alberto di Castel Campo è presente ad
un atto di investitura rogato "alla Nave di Ramberto
in quella parte che è verso Trento", cioè
a Nave San Felice. Il notaio sentì il bisogno di
qualificare il luogo anche col nome del possessore; il
documento affermando che si trattava di quella parte di
Nave che era verso Trento, sottendeva che l'altra parte
del guado che era verso Mezo, era pure detta Nave, dal
mezzo necessario per attraversare un fiume.
Il nome Nave vuole indicare un luogo di attraversamento
del fiume Adige con barche, in latino Naves. Al sorgere
della chiesetta chiamata semplicemente di s. Rocco, il
paese all'inizio del Seicento venne denominato Nave di
San Rocco, come rispettivamente l'altra Nave della sponde
sinistra fu denominata Nave di San Felice, poiché
frazione di Pressano il cui titolare è San Felice.
La storia del paese è legata fortemente alle opere
di bonifica del territorio, con Legge provinciale del
1879, quando il Trentino faceva ancora parte dell’Impero
Austro – Ungarico, venne istituito l’Etsch-Regulierung
(ente per la regolazione dell’Adige), che si occupava
di tutte le opere idrauliche sull’Adige, affluenti e fosse
di fondovalle. Successivamente le opere idrauliche sull’Adige
ed affluenti passarono di competenza statale, mentre le
opere di bonifica rimasero in gestione al Consorzio, che
fu trasformato in Consorzio di Bonifica con decreto del
21 ottobre 1929.
Nel periodo tra le due guerre venne eseguita la prima grande
bonifica del territorio di Nave S. Rocco.
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Conquista del territorio
Ben presto sorsero nei luoghi più asciutti e adatti
all'agricoltura, alcune fattorie, chiamate masi, che avevano
attorno a sé una notevole porzione di territorio; la
presenza documentata dei masi risale al 1339 con l'accenno
al maso Borsieri, detto poi Borzi, Gesuiti e attualmente Conci;
pure nel 1339 viene nominato il maso di Belvesino di Tono
(probabilmente il maso Inon); il maso Casoni (Borzi, Calvi,
s. Valentino) è ricordato nel 1494; così il
maso Nuovo (già Martini ed ora Quadrifoglio) è
ricordato in un documento del 1586; altri masi sono ricordati
all'inizio del Seicento e Settecento (maso Betta, maso Alfonso
(già Thunn,Vescovi, Alfonso Devigili ecc., il Maset
(Ulzpach, Bessoli, Stonfer, Postal), il maso del Gusto. La
piana della Nave è ora costellata di numerose piccole
aziende con al centro la casa d'abitazione: anche queste sono
dette masi.
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Il Comune
Il salto di qualità, sia civile che economico di questa
piccola comunità, fino all'inizio dell'Ottocento, insignificante
frazione di Mezzocorona, avvenne con la costituzione in Comune
autonomo il 14 aprile 1818: il primo sindaco fu Giovanni Postal.
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Sviluppo civile economico e religioso
Lo sviluppo civile ed economico di Nave San Rocco dopo la
costituzione del Comune ha le sue radici in momenti qualificanti
del secolo XIX: la deviazione del Noce (1852), l'arginatura
dell'Adige (1854), la costruzione della nuova chiesa (1855-1859),
la costruzione del ponte in legno al posto del traghetto (1893);
del secolo XX: la ricostruzione del ponte in cemento armato
(1934), la grande bonifica agraria (1929-1934), il nuovo edificio
scolastico (1934), sostituito dall'attuale (1962-1967), la
scuola materna (1950) l'introduzione della coltura intensiva
degli alberi da frutto, soprattutto dopo il 1950.
Con questo infaticabile lavoro della gente di Nave relativo
alla loro terra, si può veramente parlare di terra
conquistata portata dalla palude al frutteto. Questa vivace
comunità si dotò anche dello stemma e gonfalone
propri nel 1987.
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Attività
comunale
L'amministrazione comunale fu sempre vigile nella difesa del
territorio con ripetuti interventi per difendere il paese
dalle inondazioni; da ammirare il grande coraggio quando si
decise la costruzione di un ponte a spese comunali nel 1893.
La grande bonifica agraria impetrata con tenacia, che trasformò
realmente il territorio in una campagna fertile e sicura
Il secondo edificio scolastico e la trasformazione del vecchio
edificio in palestra; il duplice ampliamento del cimitero
e il sottopassaggio per accedervi dal centro storico; la realizzazione
dei campi sportivi; la casa I.T.E.A; il punto di lettura aggregato
alla biblioteca di Mezzocorona, il parco giochi.
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Vita sociale
All'interno di questa vivace comunità sorsero gruppi
ricreativi e di competizione: l'Unione sportiva "Vigor"
ancora nel 1947 con attività nel campo del gioco
del tamburello, del ciclismo e del calcio; il "Corpo
dei vigili del fuoco volontari", tradizionalmente detti
"Pompieri", sempre presenti per l'interessamento
dell'amministrazione comunale e tuttora in attività,
dotati di mezzi e di un necessario magazzino; il "Gruppo
Alpini in congedo" (ANA), sempre attivo anche in campo
sociale; nel 1970 fu promotore per la costruzione del monumento
ai caduti; nel 2003 festeggiò il 50° di fondazione
con una grande parata e celebrazione religiosa in piazza.
Benemerita anche la società "Filodrammatica
s. Rocco", già presente come associazione nel
1924 e via via fino ad arrivare a ben 15 Associazioni di
volontariato di varie attività.
Il dialetto di Nave San Rocco è vicino ai dialetti
del circondario di Trento, con influssi dalla bassa valle
di Non.
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Aspetto religioso
Aumentando il numero degli abitanti si sentì la necessità
di costruire un edificio sacro per poter con più comodità
adempiere i propri doveri religiosi, senza dover portarsi
a Mezzocorona o a Mezzolombardo. Il piccolo tempio risalente
al Quattrocento, fu dedicato ai santi Rocco e Sebastiano patroni
contro le malattie causate dalla situazione del territorio
piuttosto paludoso ed anche per avere un aiuto contro i pericolosi
contagi come la peste e poi il colera.
La curazia di Nave San Rocco risale alla fine del Seicento;
abbiamo così la presenza di un sacerdote residente
in paese; la curazia fu elevata al rango di parrocchia nel
1953; col 1969 una parte della frazione di Nave San Felice,
sotto l'aspetto religioso, è stata unita alla parrocchia
di Nave San Rocco; ormai il grande fiume non costituisce alcun
confine invalicabile.
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